Il cartamodello cappotto donna è il progetto più ambizioso dell'anno per molte sarte, e anche il più ripagante: un cappotto ben fatto si porta per dieci inverni. È un capo grande, con molto tessuto, interni importanti e una vestibilità che deve funzionare sopra altri strati.
Qui parliamo dei tre capispalla più cercati, il cappotto classico, il trench e il cappotto vestaglia, e di tutto quello che li accomuna: agio, scelta del panno, teletta, fodera, occhielli e consumo di tessuto. Così puoi scegliere il cartamodello con cognizione di causa e arrivare al taglio senza sorprese.
Cartamodello cappotto: cosa cambia rispetto alla giacca
Un cartamodello cappotto non è una giacca allungata. Il cappotto si porta sopra una giacca o un maglione pesante, quindi ha più agio su petto, spalle e giromanica, una manica più ampia e un giromanica più profondo. La spalla è spesso leggermente più larga per contenere quella del capo sottostante.
L'agio sul petto di un cappotto classico è in genere di 12–16 cm, contro gli 8–10 di una giacca. Nei modelli oversize si superano facilmente i 20 cm, ma in quel caso è il design a prevederlo: non aumentare la taglia di un cappotto aderente per ottenere un effetto oversize, perché spalla e manica cadrebbero nel posto sbagliato. Per lo stesso motivo, quando ordini un cappotto su misura da Minerva Patterns, inserisci le misure del corpo e non quelle di una giacca: l'agio è già previsto nel modello.
- Più agio su petto, schiena e giromanica.
- Manica più ampia, spesso a due pezzi o raglan.
- Collo più alto e rever più ampio per proteggere dal freddo.
- Lunghezza dal fianco fino al polpaccio.
- Interni completi: teletta, fodera, spesso spalline.
Il cappotto classico: monopetto, doppiopetto e lunghezze
Il cappotto classico da donna nasce dalla stessa struttura della giacca: davanti con fianchetto o tagli princesse, dietro con cucitura centrale, manica a due pezzi, collo con rever. Il monopetto, con chiusura a bottoni o nascosta sotto una finta, è il più versatile; il doppiopetto, con sormonto ampio e due file di bottoni, protegge meglio dal vento e dà una linea più decisa sulle spalle.
La lunghezza cambia il carattere del capo e anche il modo di cucirlo. Un cappotto corto, sopra il ginocchio, è quasi una giacca lunga e si porta bene con i pantaloni. Al ginocchio è il più equilibrato. Al polpaccio diventa elegante e caldo, ma serve uno spacco dietro o un'ampiezza sufficiente sull'orlo per camminare e salire le scale senza tirare il tessuto.
Il collo può essere a rever classico, a scialle, alla coreana o con listino alto da chiudere fino al mento. Più il collo è alto, più conta il sottocollo, che va tagliato in sbieco e rinforzato con teletta per stare dritto attorno al collo.
Trench cartamodello: i dettagli che lo rendono un trench
Un trench cartamodello si riconosce dai suoi dettagli funzionali: doppiopetto, sprone antipioggia sulla spalla davanti, carré sul dietro, spalline con bottone, cintura in vita con fibbia, cinturini ai polsi, collo con listino che si può chiudere fino al mento e un ampio spacco dietro.
Il cartamodello trench donna può essere fedele al modello militare o semplificato: monopetto, senza sprone, con collo a camicia. In ogni caso la vestibilità è morbida e la cintura disegna la vita, quindi la misura chiave è il torace più l'agio, non la vita.
Il tessuto classico è la gabardine di cotone, compatta e idrorepellente, oppure il twill di cotone pesante. Sono tessuti che non perdonano: le impunture si vedono, e un ago troppo grosso lascia fori permanenti. Usa un ago da jeans sottile e filo resistente, con punto lungo 3–3,5 mm per le impunture.
Consiglio da sarta
Nel trench le impunture sono il vero biglietto da visita: provale su un campione a più strati, con le stesse cuciture del capo, prima di lavorare sul davanti.
Cappotto vestaglia cartamodello
Il cappotto vestaglia cartamodello è il più semplice da costruire e il più indulgente con le misure: niente bottoni, davanti che si incrociano, cintura annodata in vita, collo a scialle o rever ampio. Spesso ha la manica raglan o a kimono, che elimina il montaggio della manica.
Proprio perché è morbido, il cappotto vestaglia dipende dal tessuto: un panno double face, un cammello morbido, una lana bollita o un bouclé caldo cadono bene; un panno rigido lo fa sembrare una coperta. Il double face permette anche di eliminare la fodera, rifinendo i bordi con la tecnica del margine aperto e cucito a mano.
Calcola un sormonto generoso: quando cammini, i davanti devono restare chiusi almeno fino al ginocchio.
Tessuti per cappotti e consumo
Il cappotto vuole tessuti di lana con una certa densità: panno, loden, melton, cammello, cashmere misto lana, tweed pesante, bouclé. Per l'inverno italiano un panno da 450–600 g al metro lineare è un buon compromesso tra calore e peso.
Il consumo è importante: un cappotto al ginocchio richiede in genere 2,5–3 m di tessuto alto 150 cm, uno lungo al polpaccio con cintura e collo ampio può arrivare a 3,5 m. I tessuti con pelo, come il cammello e il loden, vanno tagliati tutti nello stesso verso, con il pelo che scende verso il basso, e questo aumenta il consumo.
- Panno e melton: compatti, non si sfrangiano, ideali per linee pulite.
- Loden: antivento e leggermente idrorepellente.
- Cammello e cashmere misto: morbidi, con pelo, vanno tagliati in un verso.
- Bouclé: perfetto per il cappotto vestaglia, ma si sfrangia molto.
- Gabardine di cotone: per trench e spolverini di mezza stagione.
Teletta, fodera e occhielli
Anche un cappotto morbido ha bisogno di sostegno in alcuni punti: davanti, paramontura, collo, bordo dell'orlo e bordo delle maniche. Una teletta termoadesiva tessuta, compatibile con la lana, è la scelta più pratica; sul petto e sulla spalla si aggiunge una seconda teletta per mantenere la forma.
La fodera deve avere una piega di agio sul centro dietro, larga 2–3 cm, e un sormonto all'orlo e al polso: così il tessuto esterno si muove senza essere tirato dalla fodera. Per i cappotti invernali la viscosa twill o una fodera trapuntata leggera sono ottime scelte.
Gli occhielli su un panno spesso sono la parte più delicata. Prova sempre su un campione con teletta e paramontura: se la tua macchina fatica, considera gli occhielli a filetto, eleganti e più adatti ai tessuti pesanti.
Consiglio da sarta
Inserisci una striscia di teletta in sbieco lungo l'orlo e il fondo manica: l'orlo stirato su questa striscia resta morbido e non lascia segni sul dritto.
Formati e preparazione per un capo grande
I pezzi di un cappotto lungo sono i più grandi di tutto il guardaroba: un davanti al polpaccio supera spesso i 120 cm. Stampare in A4 significa unire decine di fogli; per questo molti preferiscono il PDF A0 in copisteria, il formato One Page su rotolo da 80 cm senza giunte, oppure il PDF per proiettore che permette di tracciare direttamente sul tessuto.
Con Minerva Patterns il cartamodello cappotto viene costruito sulle tue misure, con margini di cucitura inclusi o esclusi a scelta. Su un cappotto è utile scegliere i margini inclusi se tagli direttamente con il proiettore, esclusi se preferisci segnare a gesso e lasciare margini più ampi dove pensi di correggere.
Una tela di prova del corpo e di una manica, anche in un tessuto economico ma di peso simile, ti dice subito se l'agio sopra una giacca è sufficiente. Il libretto PDF incluso riporta il consumo di tessuto e le note di cucito.
Domande frequenti
Quanto tessuto serve per un cappotto donna?
In media 2,5–3 m di tessuto alto 150 cm per un cappotto al ginocchio; fino a 3,5 m per un modello lungo con cintura e collo ampio, di più se il tessuto ha pelo o quadri da abbinare.
Quale tessuto è meglio per un trench?
La gabardine di cotone è il tessuto classico: compatta, resistente al vento e idrorepellente. In alternativa un twill di cotone pesante o una gabardine misto lana per una versione più calda.
Il cappotto vestaglia ha bisogno di fodera?
Non necessariamente: con un panno double face si può fare senza fodera, rifinendo le cuciture all'interno. Con panni normali la fodera rende il cappotto più facile da indossare e più duraturo.
Devo scegliere una taglia in più per un cappotto?
No: un buon cartamodello cappotto prevede già l'agio per portarlo sopra una giacca. Prendere una taglia in più sposta spalle e giromanica. Se hai dubbi, controlla le misure del capo finito.
Che differenza c'è tra cappotto e trench?
Il trench è un capospalla di mezza stagione in cotone, con dettagli funzionali come sprone, cintura e spalline. Il cappotto è in lana, più caldo e con interni più strutturati.
Minerva Patterns
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